Il Grillo furioso

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Resteranno (forse) solo i parenti. Continua la crociata di Beppe Grillo contro il Movimento5Stelle. Tra lo stupore e lo sdegno di molti attivisti, il factotum del MoVimento, che continua a ripetere che in fondo è solo un megafono delle idee della base, espelle i dissidenti che avevano osato occupare il palco del Circo Massimo con le loro critiche blasfeme. Tralasciata la noiosa retorica della consultazione della base, il leader maximo decide in solitudine in base ai petali del primo fiore che coglie. Terrore tra i pochi superstiti ancora infettati dal virus del senso critico, conoscendo il maschilismo dell’arzillo comico si teme un ripristino dello jus primae noctis. I più coraggiosi non demordono e profetizzano una espulsione al contrario: non è un highlander ma resterà ugualmente da solo.

Tony Mariotti

Matera 2019

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Matera sarà la Capitale della Cultura nel 2019.

Matera 2019, a gioirne oggi e a beneficiarne in futuro non sarà solo la città lucana ma l’Italia intera. L’appuntamento con il 2019 prevede un graduale avvicinamento, ed una studiata sensibilizzazione della città, delle istituzioni e dei cittadini, verso la Cultura. I primi due anni saranno dedicati ad una vera e propria educazione di tutti verso la Cultura.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che per apprezzare la Cultura bisogna conoscerla e se conosciamo la Cultura riconosciamo il suo effettivo valore e solo conoscendo il suo valore e le sue potenzialità possiamo darle il giusto posto nella scala delle priorità dell’uomo\cittadino contemporaneo.

L’idea di prevedere una educazione alla Cultura, potrebbe essere il primo, importante, passo verso l’emancipazione di questo settore dalle inqualificabili incompetenze di saltimbanchi e giostrai che si auto-certificano luminari della materia.

L’Italia, che vanta un patrimonio culturale inestimabile e che tutti ci invidiano, non è mai riuscita a sfruttare questo immenso potenziale di crescita e ricchezza. La gestione di tutto ciò che ruota intorno alla Cultura è stata, troppo spesso e troppo a lungo, in balia delle incapacità dei soliti noti scelti tra le cerchie dei soliti amici. Se a questo ci aggiungiamo che, per forza di cose, più è pesante il nome dell’amico e più è effimera la capacità, non possiamo poi aspettarci risultati diversi dalle miserie che ci circondano.

Ben venga dunque Matera 2019, ben vengano i corsi di educazione alla Cultura e ben venga, soprattutto, l’auspicata capacità di ogni cittadino (ed istituzione) di saper riconoscere i venditori di fumo e di ripagarli con la stessa, effimera, moneta.

Aspettando Civati

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Mentre in Senato si discute e si vota la fiducia sulla tormentata Delega sul Jobs Act, penso a Giuseppe Civati, detto Pippo, faccia da bravo ragazzo, che ha iniziato con Matteo Renzi la strada del rinnovamento all’interno del Partito Democratico. Certe strade sono lunghe e complicate, costano fatica, costano anche il sapore amaro ed indigesto delle sconfitte. Matteo è andato avanti e la sua tenacia è stata premiata. Pippo ha perso la ruota di Matteo troppo presto, ha rallentato alle prime salite, ha annaspato, è sceso dalla bici e, con il passo affaticato di chi rincorre sempre, ha iniziato ad essere contro tutti e tutto. Ai tempi di Enrico Letta e Pierluigi Bersani, appena entrato in Parlamento, il giovane Pippo ha iniziato a minacciare di non votare questo e di non votare quello, ha minacciato aventini e paventato dimissioni e scissioni. Nell’era Renzi il giovane Pippo è diventato ancora più irascibile ed invidioso: “Non mi danno spazio; diserto le manifestazioni PD e vado a quelle di SEL; Guardate che se Vendola trova la prosa poi saranno narrative amare per tutti; la camicia bianca l’ho inventata io, etc” Ovviamente tutto rigorosamente condito da minacce di voti contrari, dai soliti aventini, dalle solite scissioni e bla bla bla. Poi si arriva al voto ed il giovane Pippo, puntualmente, mostra tutta la sua baldanza catapultandosi a votare… ovviamente a favore. Solitamente si presenta alle telecamere con l’aria un po’ spaesata di chi promette, con un timido sorriso, che “questa è l’ultima, dalla prossima, se non si cambia musica, faccio un macello”. Sembrerebbe la favola del “Lupo, al Lupo!” ma siamo pronti a scommettere che il lupo non arriverà mai.

Tony Mariotti

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