#Adesso

barca

Sono sempre più convinto che sia finito il tempo dei “vedremo”, credo che sia arrivato il momento di scollare i gomiti dai davanzali delle finestre e smettere di inventarci alibi. L’Italia, e quando parlo di Italia intendo tutti quelli immersi nella loro comune quotidianità, affoga inesorabilmente verso il degrado più profondo. La nuda, cruda, testarda e poco telegenica realtà stringe forte le mani su un collo dove già a stento passa aria. In un paese dove essere giovani, essere donne, non essere raccomandati ed essere tutte queste tre cose insieme, significa adattarsi alla mediocrità e soffrirne in silenzio, la fiducia o anche solo la speranza di un futuro migliore, lascia il posto alla disillusione e questa alla disperazione. Neanche il più cupo dei Verga avrebbe osato immaginare così tanto. Eppure è possibile dirigere un paese, è possibile mettere le mani su quel dannato timone, non dico per cercare la rotta per l’Eldorado, ma almeno cercare di uscire dall’abbraccio mortale della tempesta perfetta. Certo è che l’attuale ciurma non ti mette proprio di buon umore, tra nostromi e pirati che cercano di coesistere, ti accorgi che i cadetti che ieri sono voluti salire a tutti i costi oggi si rifugiano sottocoperta a vomitare il loro mal di mare. La tentazione di lasciarla alla deriva questa bagnarola è forte e mi ronza di continuo nella testa come una zanzara in una serata umida di settembre. Poi mi chiedo se l’indifferenza è complice di questa mediocrità, la domanda è retorica, la risposta è ovvia ed è la fiammella che alimenta la mia rabbia. Allora io dico che non presterò la mia faccia, la mia ombra, il mio silenzio e le mie parole ai profeti della mediocrità. Basta con i “faremo” di Letta, basta con gli “abbiamo fatto” di Alfano, basta con le dichiarazioni balneari di Calderoli e basta anche con i bignami della Costituzione letti ma non capiti dai Casaleggini. Adesso basta, adesso voglio una nave a vele spiegate, adesso voglio navigare. Sono stufo di guardare inerte i disastri di chi si crede onnisciente, di chi fugge dalle proprie colpe e rimprovera responsabilità. Adesso mi sfogo e domani voto con il cervello.

Tony Mariotti 06-09-2013

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