Europa e diritti: un passo indietro

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Il rigetto, da parte del Parlamento Europeo, della Risoluzione Estrela è una sconfitta della civiltà ed una vittoria di una sottocultura di stampo medioevale. La risoluzione sull’aborto e i diritti sessuali e riproduttivi presentata dalla parlamentare socialista portoghese Edite Estrela è stata respinta dal Parlamento con sette voti di scarto. Il testo è stato battuto grazie al nuovo orientamento dei Popolari, che hanno votato in modo compatto contro la risoluzione, ma anche grazie alla spaccatura del gruppo dei Socialisti e Democratici. La risoluzione Estrela ha ottenuto 334 no e 327 sì, con ben 35 astenuti. Tra di essi di sono molti eurodeputati del Partito Democratico, tutti di provenienza politica cattolica. I nomi sono i seguenti: Patrizia Toia, Silvia Costa, Mario Pirillo, Franco Frigo, David Sassoli e Vittorio Prodi. Nella risoluzione si domandava, tra l’altro, l’aborto accessibile a tutti, e si prefigurava una limitazione dell’obiezione di coscienza. Il Parlamento Europeo perde di credibilità svendendo la laicità a vantaggio di una fede ottusa e disumana. Oggi più che mai è importante far notare che in Europa non possiamo mandarci gli scarti ed i trombati della politica nazionale. Al contrario, vista l’importanza della legislazione comunitaria, dovremmo mandarci i più preparati, gli astemi di pregiudizi, politici sintonizzati con il mondo intero e non solo con Radio Maria. Per i fatalisti era tutto scritto, in prossimità del Natale al Vaticano un dono insperato, agli uomini un diritto negato. Per rendere l’idea di quale vittoria possano oggi vantarsi i nunzi apostolici ed i cattolici europei basta leggere le inquietanti dichiarazioni rilasciate da Gianfranco Amato, presidente di Giuristi per la Vita, a Radio Vaticana : «Ricordo che questa controversa risoluzione che, tra le altre cose, definiva anche l’aborto come un diritto umano se fosse stata approvata avrebbe determinato degli effetti inquietanti. Tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, sarebbero stati invitati a garantire l’aborto. Avrebbero dovuto garantire la contraccezione, la fecondazione assistita, ci sarebbe stata una sorta di rieducazione degli insegnanti sulla teoria del gender, corsi obbligatori a scuola sull’identità di genere e, cosa anche più pericolosa, si sarebbe chiesto di regolare l’obiezione di coscienza su queste tematiche».Praticamente Amato sena eufemismi ammette che c’è stata una bocciatura di una risoluzione che semplicemente razionalizzava l’applicazione una serie di diritti riconosciuti ma inapplicati per via di un eccessivo e non regolamentato ricorso all’obiezione di coscienza. Si è giocata una partita a porte chiuse ed a noi non resta che osservare il tabellone a palla ferma ed il tabellone ci dice che: Amato gongola, i vescovi ungono, i politici incassano, gli italiani ignorano ed i diritti perdono. Non vince nessuno.

Tony Mariotti.

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