La piazza, il Sindacato e la Politica

cgilpal

25 Ottobre, la CGIL della Camusso in Piazza San Giovanni contro Renzi.

Volano gli ultimi palloncini con la scritta CGIL nel cielo benevolo di una Roma accogliente. La grande manifestazione, voluta soprattutto dalla Camusso, si è appena conclusa.

Circolano le prime cifre, si parla di quasi un milione e mezzo di manifestanti, come di consuetudine si usano i numeri come fossero i cavalli di un motore, vediamo chi è più potente, sembrano dire alcuni dirigenti sindacali ai microfoni di giornalisti e blogger. La stessa Camusso ricorda a Renzi di non potersi permettere il lusso di non ascoltare la voce di così tanta gente. Nel braccio di ferro dei numeri il segretario della CGIL dimentica a cuor leggero che sta parlando con quel segretario che nelle urne ne ha portati più di undici milioni, mica briciole.

Ma le amnesie sembrano essere una costante di questo sabato in piazza se si pensa che gran merito della riuscita di questa manifestazione deve essere attribuito a Landini ed alla sua FIOM. Per fortuna gli iscritti della FIOM hanno già digerito e dimenticato le tante umiliazioni che la grande madre CGIL ha sempre riservato a quei figli di un Dio minore quali sono sempre stati considerati i metalmeccanici di rosso vestiti.

Tra le musiche dei Modena, i canti partigiani e qualche insulto che scivola nel razzismo più becero, ultimamente nella sinistra più radicale dire di essere i migliori e dire che gli altri fanno schifo è diventato irresistibilmente cool e trandy, a qualche manifestante non passa inosservato che in prima fila ci sono due ex segretari della CGIL. Cosa accomuna la Camusso ai suoi predecessori? Sicuramente l’insostenibile fascino della politica. Sia Cofferati che Epifani hanno usato il sindacato per “apparecchiarsi” il tavolo della politica, il dubbio di qualcuno è che la Camusso stia non solo usando ma svendendo la CGIL per una comoda poltrona romana.

La politica c’entra, eccome se c’entra, tutto è iniziato all’epoca delle primarie del PD vinte da Renzi. La CGIL aveva studiato e preparato l’ingresso trionfante in politica posizionando gli uomini e le donne migliori ma, purtroppo per loro, avevano scommesso sul cavallo perdente. Lo scacco matto dato da Renzi a Cuperlo (e D’Alema) restò indigesto alla battagliera Susanna che, da allora, si ripromise di vendicarsi contro quel ragazzino impertinente che le aveva rotto le uova nel paniere. Il dubbio che questo sabato fosse in realtà il giorno della degustazione di quel famoso piatto che deve essere consumato freddo, lo si è avuto quando, davanti a telecamere e curiosi, si è vista sfilare l’intera squadra che perse per manifesta inferiorità le famose primarie: Fassina, Cuperlo, Civati ed altri esponenti del PD che, ancora oggi, ragliano all’idea che qualcuno li abbia potuti doppiare a velocità doppia.

Chi non partecipò a quelle primarie ma era oggi in Piazza San Giovanni è la sempre verde Rosy Bindi. L’ex ministro, l’ex parlamentare, l’ex presidente del Pd, insomma l’ex di tutto, approfittando di un’occasione ghiotta come quella di oggi, ha preso in ostaggio una telecamera ed ha candidamente dichiarato in faccia ad una incredula Serracchiani che “più imbarazzante della contro manifestazione della Leopolda non ci sia niente”.

Ora è chiaro a tutti che la Bindi ha una percezione della realtà simile a quella di Raoul Duke in Paura e delirio a Las Vegas, quello che non è chiaro è se la Camusso, per il suo ingresso in politica, voglia ancora cercare il sostegno di chi, dall’otto Dicembre 2013, non vive di realtà ma continua a consumarsi nel suo incubo. Volano gli ultimi palloncini con la scritta CGIL nel cielo benevolo di una Roma al tramonto, si caricano le bandiere sui pullman, i fiaschi vuoti e le grandi buste dei Grandi Magazzini.

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