Landini contro Renzi

RenziVsLandini

Landini versus Renzi: dopo le scaramucce tra nani uno scontro tra giganti

Parliamo in modo franco, Landini è il solo che possa provare ad opporsi a Renzi. Lo è grazie alla caratura della sua persona e grazie al non trascurabile particolare di essere un leader sindacale e non politico. Con i tempi che corrono, tempi in cui subiamo la politica non illuminata dei nominati, essere leader sindacale significa avere ancora un contatto diretto e ravvicinato con il proprio popolo. Questo tipo di contatto manca alla politica che, se non periodicamente rinnovata, rischia sempre di avvitarsi su se stessa. Landini, in queste ore, si dimostra anche molto scaltro. Sceglie, il leader della FIOM, di combattere la sua battaglia sul campo sindacale ed evita, con oculatezza, il bacio mortale di certa politica nostalgica dei D’Alema, dei Vendola e dei loro figliastri. Ben venga dunque un bel confronto tra due leader capaci, nel loro essere una spanna sopra gli altri, di stimolarsi l’un l’altro. Ben venga, oltremodo, l’astensione dal suddetto confronto di nani, nanerottoli e cortigiani capaci di essere tanto abili giullari delle corti di turno quanto incapaci scudieri dal cuor di coniglio. Che la tenzone abbia inizio.

ma Gisippo … dopo lunga tencione vel pur mandò” –Boccaccio-

Annunci

Syriza, Italia

syrizaitalia

In Italia c’è lo spazio politico per una Syriza italiana, basta spostare chi abusivamente occupa quello spazio. Non alludo al PD. Il Partito Democratico, nel suo attuale assetto, non potrebbe mai essere la Syriza italiana. Lo spazio di cui parlo è a sinistra del PD, dove oggi c’è la “cosa” degli anti-renziani e di Vendola. Con una sinistra coerente, credibile e propositiva si “aiuterebbe” lo stesso PD a cercare nuovi e più naturali alleati per portare a termine riforme necessariamente incisive dotandole di un “volto umano”. Oggi questo non sarebbe plausibile visto che alla sinistra del PD troviamo una desertificazione dialettica che sfocia nel ripetitivo ed arido “No” di Vendola & Co. Penso che una forza di sinistra fresca, con una idea nuova di società e rappresentata da interpreti affidabili ed emancipati dagli attuali leader, possa seriamente rappresentare un potente viagra per una politica eufemisticamente dichiarata impotente. Questa nuova forza di sinistra sarebbe non solo l’interlocutore ideale per il PD, ma ne rappresenterebbe anche la musa ispiratrice nei momenti di confusione ideologica che lo stress può provocare. Si tratta di liberare uno spazio da vecchie macerie e di ricostruire una piazza che oggi sopravvive tra surrogati di ideologie, dietro le quali si mascherano personalismi, invidie e rivalse. Liberate lo spazio da chi ogni notte si sveglia con l’incubo che un giorno possa nascere una Syriza che li indichi come impostori, come inquilini abusivi di uno spazio di cui non sono proprietari.

È uno schifo totale, siamo proprio nella merda.

Prete

Sembrerebbe la stanca imprecazione di un nichilista qualunque, invece è una tra le tante pittoresche sentenze pronunciate da un parroco (qualunque) di provincia in una delle sue omelie. Insomma l’uomo di Chiesa, che tutto dovrebbe essere tranne che nichilista, sembrerebbe gettare la spugna di fronte al decadimento morale, stilistico e temporale di una società senza speranza e senza futuro. Ma cosa ha minato così profondamente la fiducia nell’uomo di questo pastore di anime? Nessuna disputa teologica andata male, nessuna controriforma alle porte e nessuna rottura del sistema fognario cittadino. A gettare nello sconforto il povero prelato sono stati i nomi scelti da molti genitori per i propri figli. Anglicismi quali Tony o Antony hanno soppiantato i più cristiani Natalino o Pasqualino. Di fronte a questa Caporetto del suo gregge, il parroco, dall’alto del suo immacolato pulpito, non riesce più a trattenere l’amaro boccone indigesto.

Così come il bruco sceglie le foglie più belle per deporvi le proprie uova, così il prete lancia la sua maledizione sulle gioie più belle.
WILLIAM BLAKE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: