Landini contro Renzi

RenziVsLandini

Landini versus Renzi: dopo le scaramucce tra nani uno scontro tra giganti

Parliamo in modo franco, Landini è il solo che possa provare ad opporsi a Renzi. Lo è grazie alla caratura della sua persona e grazie al non trascurabile particolare di essere un leader sindacale e non politico. Con i tempi che corrono, tempi in cui subiamo la politica non illuminata dei nominati, essere leader sindacale significa avere ancora un contatto diretto e ravvicinato con il proprio popolo. Questo tipo di contatto manca alla politica che, se non periodicamente rinnovata, rischia sempre di avvitarsi su se stessa. Landini, in queste ore, si dimostra anche molto scaltro. Sceglie, il leader della FIOM, di combattere la sua battaglia sul campo sindacale ed evita, con oculatezza, il bacio mortale di certa politica nostalgica dei D’Alema, dei Vendola e dei loro figliastri. Ben venga dunque un bel confronto tra due leader capaci, nel loro essere una spanna sopra gli altri, di stimolarsi l’un l’altro. Ben venga, oltremodo, l’astensione dal suddetto confronto di nani, nanerottoli e cortigiani capaci di essere tanto abili giullari delle corti di turno quanto incapaci scudieri dal cuor di coniglio. Che la tenzone abbia inizio.

ma Gisippo … dopo lunga tencione vel pur mandò” –Boccaccio-

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Le novità del Jobs Act.

italianjob

Come cambierà il mondo del lavoro.

Il “day afterdi una delle più discusseDirezioni del Partito Democratico ci restituisce un Matteo Renzi più leader che mai ed una riforma del mondo del lavoro che diventa qualcosa di più di una semplice bozza.

Il segretario del PD non vuole perdere tempo ed annuncia per il Jobs Act un deciso cambio di marcia, già da mercoledì infatti dovrebbe riprendere il cammino nell’Aula del Senato.

L’attenzione dei media si è in questi giorni focalizzata sull’abrogazione dell’art. 18e sulla conseguente sostituzione del reintegro con l’indennizzo economico in caso di licenziamento illegittimo. Restano esclusi dalla riforma i licenziamenti illegittimi per motivi discriminatori, che continueranno ad essere sanabili tramite il reintegro e in alternativa l’indennizzo, ed i licenziamenti illegittimi per cause economiche, nei quali è la legge Fornero a prevedere il solo indennizzo.

Oltre al tanto discusso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sono tante le novità che, se accettate e votate, cambieranno il volto del mondo del lavoro.
Verranno potenziati i ricorsi ai contratti di solidarietà con la prospettiva di più personale occupato a fronte di meno ore lavorate e minor retribuzione. Nel concetto di solidarietà ricadranno anche le ferie, una quota delle stesse potrà infatti essere ceduta a chi ne dovesse aver bisogno con il solo vincolo dell’utilizzo per assistere figli minori bisognosi di cure. Uno degli obiettivi più ambiziosi è poi quello di sfoltire l’intricata giungla delle diverse tipologie di contratti con la creazione di un contratto base a tutele crescenti. È prevista una modifica dei limiti dell’inquadramento mentre dovrebbe diventare più flessibile il cambiare mansione al punto da poter prevedere, in casi limite, anche il demansionamento. Riformata sarà anche la Cassa Integrazione Guadagni, l’utilizzo della quale sarà possibile solo a seguito di una riduzione dell’orario lavorativo. Se non eliminati, per i contratti CO.CO.CO. sarà previsto un salario minimo garantito. Aumenterà anche l’assegno di disoccupazione, l’ASPI, la cui entità sarà rapportata alla “storia contributiva” del lavoratore e la cui durata dovrebbe sensibilmente aumentare. Sempre se non eliminati, l’ASPI potrebbe essere esteso anche ai contratti CO.CO.CO.

Si attendono nei prossimi giorni le controproposte delle opposizioni e delle parti sociali, sindacati in testa, per un volto, quello del lavoro, che, complici le rughe che la crisi ha prodotto, necessita di un rapido make-up.

Tony Mariotti

La CGIL indice lo Sciopero Generale per il 25 Ottobre

Susanna-Camusso645

Inizia ufficialmente la crociata della Camusso contro il Jobs Act del Governo Renzi.

Il direttivo della CGIL, con un voto che definiscono compatto ma che a leggere tra le righe significa niente affatto unanime, ha deciso che sabato 25 ottobre a Roma, in piazza San Giovanni, si terrà una grande manifestazione nazionale.

Inizia la marcia della Camusso contro il Jobs Act di Renzi ed inizia con uno sciopero generale che non vedrà coinvolti gli altri due sindacati, storici alleati della CGIL, CISL e UIL. Insomma uno sciopero generale ma dalla partecipazione parziale. Sobrio, appena cinque pagine, il documento approvato, non senza polemiche e distinguo, dal direttivo nazionale della CGIL.

Scarno il riferimento alla modifica dell’Art. 18 proposto nel Jobs Act, nello specifico il documento della CGIL si limita a dire: “…Per questo il comitato direttivo della CGIL ritiene inaccettabile una proposta che motivata dal superamento del dualismo del mercato del lavoro, nei fatti riduce in generale diritti e tutele dei lavoratori, cancella il reintegro previsto dall’art.18; non propone invece l’estensione e la generalizzazione che è l’unica risposta per ricostruire un mercato del lavoro unico…”

Per il resto è una carrellata di buoni, generali e storici propositi come la richiesta di investimenti pubblici e privati, una nuova politica economica definita “espansiva”, la necessità di superare le politiche di austerità e quella di consolidare il confronto con le parti sociali. Tutti slogan inflazionati ma ancora di buon impatto come il ricordare di tirare lo sciacquone ancora presente in molti bagni pubblici. Ci saranno rimasti male i numerosi dirigenti della CGIL che stavano preparando la crociata contro il Jobs Act seminando panico e falsità tra i lavoratori, si paventavano licenziamenti di massa per questioni legate a religione, sesso, colore di pelle e colore politico. Ovviamente nulla di tutto questo compare nel documento della CGIL e nulla di tutto questo compare nella bozza del Jobs Act. I dirigenti in questione sanno benissimo che nulla cambierà per quello che attiene il licenziamento discriminatorio: Il divieto di discriminazione nulla ha a che vedere con l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e relativi progetti di riforma, è un diritto previsto in Costituzione e tutelato dal codice civile. Pazienza se nel loro giustificare l’autolesionismo della Camusso hanno volutamente commesso l’errore di scambiare l’Art. 18 con l’Art. 15 che recita e reciterà:

È nullo qualsiasi patto od atto diretto a:

a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte;

b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.

Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresì ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basata sull’orientamento sessuale o sulle convinzioni personali

Un vecchio detto recita che il panico riempie le piazze, essendo Piazza San Giovanni molto grande, in CGIL hanno pensato di seminarne molto di panico. La nota ufficiale che accompagna il documento del direttivo si conclude con una risposta piccata nei confronti del Segretario del Partito Democratico: “Noi lo sappiamo dove stavamo quando la politica con i suoi scambi toglieva diritti ai lavoratori”.

Suggeriamo alla Camusso di non ripetere questa affermazione nella piazza romana, dalla folla potrebbe infatti levarsi una voce critica che ricordi ai più di quando la Camusso e la CGIL andavano a braccetto con “quella politica degli scambi” intenti ed indaffarati a preparare quelle primarie che avrebbero malamente perso contro l’attuale Premier. Che la Camusso utilizzi la CGIL e la pelle dei lavoratori per una personale rivalsa contro Renzi è un’ipotesi che, oggi più che mai, non tutti sono disposti a scartare con leggerezza.

Tony Mariotti

Published in: Senza categoria on 28 settembre 2014 at 08:59  Lascia un commento  
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