Landini ed il paradosso di Peter

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C’è un nesso tra la “Coalizione Sociale” di Landini ed il Principio di incompetenza di Peter.

Mentre Landini salta il fosso e presenta il suo progetto di Coalizione Sociale, riaffiora, nei ricordi dei più ispirati, il “Paradosso di Peter” e con esso l’idea che lo psicologo canadese Laurence J. Peter conoscesse particolarmente bene le dinamiche “evoluzionistiche” italiane.

Il principio di Peter, noto anche come principio di incompetenza, espone che, in una gerarchia o in una organizzazione, i membri che dimostrano doti e capacità nella posizione in cui sono collocati vengono promossi ad altre posizioni. Questa dinamica, di volta in volta, li porta a raggiungere nuove posizioni, in un processo che si arresta solo quando accedono a una posizione poco congeniale, per la quale non dimostrano di possedere le necessarie capacità: tale posizione è ciò che l’autore intende per «livello di incompetenza», raggiunto il quale la carriera del soggetto si ferma definitivamente, dal momento che viene a mancare ogni ulteriore spinta per una nuova promozione.

«In una gerarchia, ogni persona tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza»

L’idea generalizzata è che il buon Landini, inconsciamente, sia stato spinto a fare un salto molto più lungo di quello che le sue pur poderose gambe possano riuscire a sopportare. La prospettiva di un fragoroso capitombolo preoccupa in particolare i suoi più fedeli metalmeccanici che, privati del leader più amato e più carismatico degli ultimi decenni, rischiano, per il ricordato principio di Peter, che lo stesso sia sostituito da un incompetente fortunato. Insomma, il timore di spostare l’unica pedina che si trovi al posto giusto per averne due che si trovino nel posto sbagliato, appare un azzardo di cui, sia la politica sia il movimento sindacale, farebbero sicuramente a meno. Certo, e Peter questo lo sapeva benissimo, Landini non soffrirà di solitudine in un paese, l’Italia, dove l’abusivismo degli incompetenti ha permesso a beati di diventare santi, a marinai di diventare navigatori ed a scrivani di diventare poeti.

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L’anno di alcuni di noi

pensatore

È stato un anno meraviglioso! Grazie di aver contribuito a renderlo tale.

Zuckerberg continua ad alimentare la mia pigrizia spingendomi sempre più nel baratro dell’obesità del superfluo . L’iperattività del mio indice, impegnatissimo a cliccare mouse ed a “touchare” tablet, è il contraltare di un vuoto e di un immobilismo cronico a stento riempito dagli echi fiochi di pensieri remoti. Un software, sicuramente scritto da chi non soffre -contrariamente al suo fruitore- di denutrizione intellettuale, mi suggerisce i momenti più significativi del mio 2014. Devo solo condividerli… socializzandoli con chi normalmente frequento, con chi se ne frega di me e delle mie quotidianità e con chi non mi conosce e nemmeno si sognerebbe di farlo. Poi, un giorno, arriveranno quelli dell’ISTAT e mi diranno che i dati da loro raccolti fotografano un Paese in una profonda crisi di idee. Condividerò anche quello, magari imprecando sul triste futuro che ci attende. Lo farò forse per pigrizia o forse per abitudine o forse non è ancora troppo tardi.

Tutti contro Renzi, anche a sinistra.

 renzi

Esplode l’invidia penis della sinistra che ha sempre perso nei confronti della sinistra che ha vinto.

Nonostante il sole si sia affacciato con parsimonia, i suoi “colpi” hanno lasciato il segno. L’evidenza la si riscontra nelle dichiarazioni di quei politici d’antan logorati da lunghi pomeriggi passati sotto il sole a cercare di risolvere i rebus della Settimana Enigmistica.

Un D’Alema appassito e smemorato dichiara che il governo non ha prodotto risultati soddisfacenti. Ne elenca a stento una manciata ma tralascia di evidenziare come il risultato fino ad oggi conseguito da Renzi, come premier e come segretario, sia di gran lunga superiore a quelli raggiunti da lui e dal suo entourage in 20 anni di leadership della sinistra italiana.

Il sole non ha colpito solo l’ex leader maximo. Scambiando la nostra penisola per una delle tante “isole dei famosi”, ad uso e consumo di chi soffre di assenza di visibilità, la rediviva “pasionaria”, ed ex ministro, Rosy Bindi lancia battute sessiste in capo alle neo-ministre renziane, accusate di ricoprire quel ruolo solo perché belle. Sia Berlusconi che Grillo pensano di denunciare il plagio della Bindi, il riciclo di battute sessiste impone un minimo rispetto del diritto d’autore.

E siccome se si parla di sinistra c’è sempre qualcuno che pensa che l’intero mondo guardi al suo ombelico, non poteva mancare all’appello il loquace Nichi Vendola che, pensando che il nichi-lismo non sia altro che un’invenzione per associare le sue esternazioni al suo stesso nome, non la smette di opporsi a tutto l’opinabile possibile, ovviamente a prescindere.

Non resta che sperare in una bella estate settembrina che ci restituisca un sole benevolo ed un’aria fresca e salutare che sgombri gli odori stantii di chi in passato ha tolto identità e dignità alla sinistra ed oggi parla sfacciatamente di recuperarne i valori.

Il politico stagionato non è come il vino buono, il tempo non lo migliora ma lo rende aceto.

Tony Mariotti.

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